NicolaSamorì

Le Sauvage, 2015

Olio su tavola, cm 100x100x4

Nicola Samorì è nato a Forlì, in Italia nel 1977 e vive e lavora a Bagnacavallo.
Ha iniziato come pittore di soggetti classici. L’ispirazione di Samorì sono gli scuri dipinti ad olio barocchi, riproducendo abilmente ritratti classici e nature morte su tela, legno o rame, volutamente poi distrutti per negare la rappresentazione classica e mettere in discussione la pittura stessa. Il suo processo comporta una sorta di scuoiatura delle figure da lui dipinte attraverso spatole o diluenti, raschiando gli strati sovrapposti di colore sui suoi soggetti e ripetendo il processo fino a quando le immagini si fondono e i segni di cancellazione e i graffi dominino la tela rielaborata.
Samorì spiega che esponendo all’interno della pittura gli strati rimossi di “pelle” con un bisturi rivela “una freschezza e un’intensità sconosciuta nelle tonalità esterne.” L’elemento centrale della sua ricerca è il corpo, i suoi valori culturali e simbolici. Il corpo viene indagato come espressione della condizione umana e della crisi del concetto di identità. La sua prima mostra museale è stata ospitata nel 2012 alla Kunsthalle di Tübingen, seguito da uno nel 2014 a Palazzo Chiericati di Vicenza e, nel 2015, da parte del personale presso il Centro per l’Arte Contemporanea TRAFO di Stettino in Polonia.